QUANDO LA PRODUTTIVITÀ FRENA LA NATALITÀ

il caso delle mPMI in Italia

Relazioni tra demografia, lavoro e sviluppo economico

In collaborazione con GSSI - Gran Sasso Science Institute, L'Aquila

Il Gran Sasso Science Institute è una scuola superiore universitaria internazionale con sede a L’Aquila, nata come centro di eccellenza per la formazione avanzata e la ricerca scientifica. Fondato nel 2012, offre programmi di dottorato in Fisica, Matematica, Informatica e Scienze Sociali, promuovendo interdisciplinarità e innovazione. L’istituto attrae studenti e ricercatori da tutto il mondo e partecipa attivamente allo sviluppo del territorio e alla valorizzazione del capitale umano come motore di crescita sostenibile.

Le ragioni dello studio

Un problema doppio, una soluzione condivisa

Studiare il legame tra produttività delle mPMI e natalità non è un esercizio accademico: è una necessità di politica economica e sociale. Il declino demografico non si esaurisce nel numero di nascite. Meno nati oggi significa meno lavoratori domani, una base imponibile più stretta, meno contribuenti a sostenere pensioni e sanità. Come osservava il Rapporto Draghi del 2024, la produttività diventa in questo scenario il fattore decisivo per mantenere il tenore di vita di una popolazione che invecchia.

Le economie locali più produttive attraggono e trattengono i giovani, riducono l’emigrazione interna e la fuga di cervelli, e creano le condizioni perché le famiglie si formino e restino. Al contrario, i territori stagnanti entrano in un circolo vizioso: incertezza economica, calo delle nascite, contrazione della forza lavoro, ulteriore erosione della produttività.

I sussidi per l’infanzia, i congedi parentali, gli incentivi alla natalità rimangono strumenti utili, ma non spostano le decisioni riproduttive se mancano i prerequisiti economici – un reddito stabile, prospettive di carriera concrete, la possibilità reale di progettare il futuro. Competitività economica e sostenibilità sociale non sono obiettivi in competizione: si rafforzano a vicenda.

La ricerca

Produttività delle mPMI e natalità: due crisi collegate

L’Italia affronta da trent’anni due crisi strutturali studiate separatamente: un tasso di fertilità tra i più bassi d’Europa (1,18 figli per donna nel 2024, contro gli 1,34 della media europea nello stesso anno) e una produttività stagnante dalla metà degli anni ’90, tra le peggiori nell’OCSE.

Questa ricerca dimostra che le due tendenze sono legate causalmente: una maggiore produttività delle mPMI migliora la qualità dell’occupazione, genera salari più stabili e prospettive di carriera più chiare, rimuovendo le barriere economiche alla formazione di una famiglia.

Dati: Panel 2015–2022 su 6.828 comuni italiani, 51.447 osservazioni.

Fonti: ISTAT Frame SBS Territoriale, dati comunali su nascite e popolazione femminile, prezzi immobiliari OMI.

Metodo: OLS con effetti fissi regionali e temporali, integrato da variabili strumentali (2SLS) per isolare la causalità.

Strumento: idoneità storica del suolo alla coltivazione del grano (FAO GAEZ, protezione tariffaria 1887).

Risultati principali

La relazione tra produttività delle mPMI e fertilità è positiva, consistente e statisticamente significativa – robusta a diverse specificazioni.

+2%

Aumento della fecondità nell’anno successivo per ogni incremento di 1.000€ del valore aggiunto per lavoratore (stima IV, ritardo 1 anno)

+0,9%

Aumento della fecondità nello stesso anno per ogni +1% di produttività (stima IV, specificazione log-log)
  • Persistenza degli effetti e mPMI: la relazione positiva tra produttività e fecondità persiste anche dopo aver controllato la quota di occupati nelle grandi imprese. Ciò indica che i risultati riflettono specificamente le dinamiche delle micro, piccole e medie imprese (mPMI).

     

  • Comuni periferici e poli economici: i risultati mostrano che i poli economici presentano tassi di fecondità più elevati rispetto ai comuni più periferici. La produttività locale, migliorando la stabilità del reddito e le prospettive di carriera, è un fattore chiave per permettere ai giovani adulti di formare una famiglia.

     

  • Servizi per l’infanzia e prerequisiti economici: l’analisi rileva che la disponibilità di servizi di assistenza all’infanzia non risulta statisticamente significativa per aumentare la fecondità. Al contrario, emergono come determinanti i “prerequisiti economici”, ovvero la stabilità lavorativa e il reddito, necessari per affrontare spese ingenti come quelle abitative.

     

  • Sostenibilità e Politica Industriale: lo studio rileva che competitività economica e sostenibilità sociale non sono obiettivi in competizione, ma si rafforzano a vicenda. Pertanto, le politiche industriali volte a migliorare la produttività nelle mPMI agiscono indirettamente come politiche demografiche.

     

I ricercatori

Alessandra Faggian

Alessandra Faggian è Professoressa Ordinaria di Economia Applicata presso il Gran Sasso Science Institute a L’Aquila, dove è stata Direttrice dell’Area di Scienze Sociali (2016-2023) e Prorettrice Vicaria. È Presidente della Western Regional Science Association (USA) ed è stata Vicepresidente della Società Italiana degli Economisti e Presidente del North American Research Council. È attualmente editor-in-chief di Annals of Regional Science. Nel 2015 ha vinto il Geoff Hewings Award come migliore giovane scienziato nelle scienze regionali in Nord America. Nel 2020 ha vinto il premio ERSA come migliore scienziato regionale in Europa e nel 2021 è stata nominata Fellow della Regional Science Association International, onorificenza data a chi ha contribuito con la propria carriera a fare avanzare le scienze regionali nel mondo. Nel 2026 ha vinto il Sir Peter Hall Award della Regional Studies Association.

Thea Jansen

Thea Jansen è ricercatrice al Gran Sasso Science Institute (GSSI). Nel 2025 si è dottorata in Scienze Regionali e Geografia Economica presso il GSSI, dopo una laurea in Economia e Management all’Università di Torino. Nell’ambito della sua formazione ha svolto attività di ricerca sulle implicazioni geografiche del lavoro agile presso l’OCSE e ha partecipato al processo di elaborazione delle politiche di coesione presso la Commissione Europea. Nel 2024 ha ricevuto il Charles Tiebout Prize dalla Western Regional Science Association (WRSA) per il miglior articolo di un dottorando. Nel 2025 ha inoltre ricevuto il Premio Tommaso Fasciani per la migliore tesi di dottorato focalizzata su tematiche di genere. I suoi interessi di ricerca spaziano dall’economia del lavoro, all’economia femminista, alla demografia.

MARCO TRAVAGLINI

Ideatore e promotore della ricerca

Imprenditore, saggista e docente specializzato nella creazione d’impresa, nell’innovazione e nello sviluppo delle micro, piccole e medie imprese italiane.
Fondatore di Mama Industry, società di consulenza focalizzata sulle mPMI, unisce da sempre l’attività sul campo alla ricerca e alla divulgazione economica. È Presidente del Centro Studi ProduttivItalia, un osservatorio con cui promuove la cultura dell’efficienza e traduce dati macroeconomici in leve strategiche per la crescita dei territori. In questa veste, si è fatto promotore e ideatore di diversi studi che analizzano il gap tra la percezione degli ecosistemi di supporto e la reale operatività delle mPMI sul campo. Nel cuore d’Italia ha dato vita a 100xCentro, un innovativo hub fisico e digitale in crowdsourcing imprenditoriale, finalizzato a generare valore e partecipazione culturale gratuita per la collettività.

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